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Tributo ad Antonio Imborgia, tra i più influenti operatori di mercato e tra i padri della professione di agente di calciatori, nella sua Palermo.

Fonte: tuttomercatoweb

Palermo Football Conference: dopo Pellissier, anche lo storico procuratore di mercato palermitano – ed ex calciatore – Antonio Imborgia ha ricevuto il premio “Una vita per il calcio”. Il procuratore palermitano, oltre a parlare del momento delicato attraversato dal club rosanero, si è soffermato anche su tanti altri discorsi, passati e presenti: dall’infortunio da calciatore ai primi, grandi, assistiti, uno su tutti Batistuta. “Il mio infortunio mi ha consentito di intraprendere con largo anticipo un’altra strada: quella dell’ agente di mercato. Eravamo ancora in pochi, c’era rispetto reciproco con i colleghi. Ho cercato di inserirmi il prima possibile per provare a ritagliarmi il mio spazio, poi, dopo la prima regolamentazione negli anni 90’, qualcosa è cambiato. Cominciava ad essere tutto un tantino più difficile. In carriera ho anche fatto il dirigente, perché avendo smesso a 28 anni avevo ancora la voglia di respirare l’aria del campo, avevo voglia di avvertire la tensione e l’emozione della partita. Conoscevo Preziosi e mi sono lasciato convincere in pochi secondi. Reputo Preziosi il miglior presidente che abbia mai avuto, una persona intelligente e molto capace. Il capitolo Messi? Dicono che io l’abbia scartato ai tempi del Como, mi hanno insegnato che le bugie non si smentiscono mai, fatto sta – dice – che l’ufficio stampa del Barca in tempi non sospetti attraverso un comunicato smentì tutte queste inesattezze. Di Batistuta ho tanti ricordi, mi faceva fare il contratto tre volte l’anno, dell’uomo più che del calciatore ricordo un ragazzo arrivato dall’Argentina con un bagaglio povero dal punto di vista tecnico. Lavorava tre ore al giorno in più rispetto ai compagni perché voleva essere un top e penso che la storia alla fine l’abbia premiato. Mi sono preoccupato dal stare il più lontano possibile dalla precedente gestione del Palermo. Zamparini penso abbia fatto più cose buone che cose negative. Non conosco Mirri, mi auguro di poterle conoscere in futuro. Zaniolo? Conoscevo il papà, fu vicino al Palermo qualche anno fa. Penso che l’Inter abbia sbagliato le proprie valutazioni, facendo la fortuna della Roma”.

 

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